2012-2022

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La notte del 20 maggio di dieci anni fa, alle 4.03, la prima terribile scossa del sisma in Emilia. Ne sarebbero seguite altre, fino a quella altrettanto forte nella mattinata del 29. Un evento sismico con un tragico bilancio: 28 decessi, 300 feriti, e 45 mila sfollati. Prima di tutto a loro va il nostro pensiero, e il nostro ricordo di quelle giornate difficili.

Da allora, passata la prima fase di emergenza, è iniziata la ricostruzione, affinché ogni cosa tornasse al suo posto. Un’opera che dieci anni dopo è ormai in fase di completamento.

Con tutte le famiglie o quasi rientrate nelle proprie case (17.500 abitazioni ripristinate), le aziende tornate nei capannoni (3.500 imprese industriali e agricole riparate e altre 1.550 messe in sicurezza), migliaia di piccole attività commerciali, artigiane e dei servizi rese di nuovo agibili, mille nei soli centri storici. 570 scuole ristrutturate o ricostruite ex novo, 330 chiese riaperte al culto.

Questi dieci anni sono il risultato di un grande lavoro corale, una storia collettiva che merita di essere di essere ascoltata, perché ciò che qui è stato fatto possa essere patrimonio per il Paese.
Il nostro grazie va a quanti nell’emergenza vennero qui, da ogni luogo, per aiutarci a risollevarci, così come noi fummo capaci di fare in situazioni analoghe in altre parti d’Italia e nel mondo.
Quindi ai nostri sindaci, amministratori, tecnici, imprese, volontari, professionisti e operatori sanitari, sociali e della scuola.
Ma il ringraziamento più forte lo meritano cittadine e cittadini di questa terra, che non solo non si sono mai arresi, ma che con il loro contributo hanno reso possibile ripartire e ricostruire un patrimonio ancora più bello, più curato, più vivibile.

Grazie davvero ❤️