
Sono stato in commissione a presentare le linee generali del biennio di transizione 2021-2022 del Piano di Sviluppo Rurale, sul quale stiamo ancora raccogliendo contributi.
Nei prossimi 2 anni avremo a disposizione almeno 380 milioni di euro per l’agricoltura e l’agroalimentare in Emilia-Romagna: 330 milioni circa da fondi ordinari e quasi 50 milioni da Next Generation EU.
Parole d’ordine: sostegno al reddito e innovazione. Lavoreremo per potenziare
l’insediamento dei giovani in agricoltura,
le filiere corte tra produttori e consumatori,
gli investimenti tecnologici per efficienza e competitività,
la biodiversità e il biologico,
l’agricoltura in Appennino,
la qualità delle acque e del suolo e la riduzione delle emissioni di ammoniaca,
la digitalizzazione e l’agricoltura di precisione.
L’agricoltura è cibo, ambiente, cultura e identità, un settore economico primario e strategico per il Paese: la sostenibilità economica, sociale e ambientale devono tenersi insieme.
La sfida dell’Emilia-Romagna per i prossimi anni sarà impegnativa: la popolazione mondiale aumenterà e servirà più cibo; cambieranno le diete e il tipo di alimentazione. I nostri prodotti di qualità dovranno essere ancora più tutelati e promossi.
Dobbiamo spendere bene i soldi e spenderli tutti per far crescere la nostra Regione: lo abbiamo fatto nei 7 anni precedenti, lo faremo anche nei prossimi 2.