SALVIAMO LA PESCA!

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Aumentare il fermo pesca del 40% entro il 2023 significa danneggiare in modo irreversibile tutto il settore.
Vuol dire colpire duramente imprese e lavoratori, intere comunità che vivono di questa attività. Tutti abbiamo a cuore l’ecosistema del mare, duramente danneggiato dall’inquinamento e dal cambiamento climatico.
Lo sanno perfettamente i nostri pescatori che in mare non solo lavorano ma ci vivono. Sono i primi ad essere colpiti.
Hanno già ridotto la pesca del 20% in tre anni e stanno adottando metodi e tecnologie sempre più sostenibili a livello ambientale. Più della metà dei fondi europei che abbiamo distribuito in questi anni sono andati a favore della sostenibilità ambientale e così faremo anche in futuro.
A partire dall’investimento sulla ricerca e sulla conoscenza che può aiutarci a conciliare produttività e sostenibilità.
C’è ancora molto da fare e siamo pronti dare il nostro contributo per aiutare il settore ad essere sempre più competitivo e sostenibile dal punto di vista sociale, economico ed ambientale. Ma con questi provvedimenti l’esito sarà solo uno, la graduale chiusura.
Non può permetterselo un Paese come l’Italia, affacciato sul mare e tra i più forti consumatori di pesce.
Che importiamo per oltre l’80%. Serve una politica seria che analizzi e intervenga concretamente sulle vere cause dell’inquinamento dei mari e che offra una prospettiva ad un settore strategico per il nostro Paese. Senza iniziative semplicistiche che portano a conseguenze sociali ed economiche pesantissime.