
In questi giorni sono intervenuto a difesa dei pescatori emiliano – romagnoli, assieme alle loro associazioni di categoria. La decisione della Direzione Pesca del Ministero delle Politiche agricole di aggiungere altri giorni di fermo per chi effettua la pesca a strascico, rischia di danneggiare seriamente il comparto e a cascata tutto l’indotto. Una decisione che non è stata nemmeno condivisa al Tavolo di consultazione permanente per la pesca e l’acquacoltura, e che rende ancora più competitive le importazioni dal resto del mondo. Noi siamo per la pesca sostenibile e contro il prelievo incontrollato degli stock di pesce però l’impressione è che, con i nuovi provvedimenti, a rischio estinzione sia soprattutto il mestiere di pescatore, spesso un piccolo artigiano del mare che vive dei ricavi del proprio pescato, contribuisce a tenere pulito il mare e porta sulle nostre tavole pesce fresco e di qualità. Questa è senza dubbio una decisione che penalizza ancora di più uno di quei comparti che forniscono la ristorazione e l’intero sistema dell’Horeca, già in ginocchio a causa delle chiusure determinate dalla pandemia mondiale.